contatti:
compagniateatroprisma@yahoo.it
venerdì 25 ottobre 2013
APRE A NOICATTARO L’EX-VIRI. (Contrada Calcare, alle spalle dell’istituto S.Agostino)
Giovedì
24 ottobre, la Compagnia Teatro Prisma, ha partecipato all’inaugurazione di un
nuovo spazio polifunzionale a Noicattaro, centro urbano alle porte di Bari.
Si
tratta dell’ExViri, un insediamento industriale trasformato in “laboratorio
urbano” grazie all’aiuto di Bollenti Spiriti lì rappresentati dall’amico
Annibale D’Elia.
In
questo incredibile luogo vi si trova una sala da concerto con un bel palco e
comode poltroncine, un piccolo ma accogliente cinema, un bar (non ancora
operativo) e tante aree destinabili a qualsivoglia iniziative come mostre
convegni e, perché no, anche feste.
Ci
sono tutti i presupposti perché questa struttura diventi un riferimento non
solo per Noicattaro ma anche per l’intera Provincia.
Inutile
dire, ma diciamolo pure…, che l’Assessore, il vice sindaco ed un rappresentante
della struttura si sono spesi in parole che esprimevano un certo entusiasmo
anche se, a ben leggere fra le righe, tradivano una certa stanchezza, pare fosse
la seconda inaugurazione e, dialogando con alcuni ragazzi che gestiranno il
posto, non poche battaglie hanno dovuto affrontare contro gli innumerevoli
rivoli di una certa burocrazia che come sempre si pone di traverso, rendendo
difficile la vita a chi cerca di fare le cose per bene.
Tuttavia
l’ExViri, nonostante tutto ha iniziato il suo cammino. Certo, c’è ancora molto
da fare. La zona dedicata al bar deve essere ultimata, qualche ritocco estetico
sarà necessario, la sala concerti (molto bella e discretamente capiente) merita
ancora qualche attenzione sotto il profilo tecnico ma si può ben dire che il
grosso è stato fatto.
I
propositi sono quelli che chi come noi opera da oltre vent’anni nella cultura
ha sentito fin troppe volte ma, anche questa volta vogliamo crederci.
Vogliamo
credere che sia veramente una fucina di cultura per artisti che hanno qualcosa
da dire.
Vogliamo
credere che sia veramente un punto di riferimento incentivante per i ragazzi e
per il territorio.
Vogliamo
credere veramente che sia un luogo dove si possa produrre cultura in ogni
declinazione possibile.
Noi
della Compagnia Teatro Prisma, gentilmente invitati, non possiamo fare altro
che augurare a tutti i ragazzi che hanno l’onere ed onore di gestire questo
bellissimo contenitore ogni bene con l’augurio che riescano a tenere fuori solo la solita logica di esclusione
preventiva che troppe volte si è visto in luoghi simili e che,
sistematicamente, ne ha decretato il fallimento e la disaffezione di quel
pubblico a cui strutture come queste sono rivolte.
Auguriamo
che sia un luogo in cui l’arte sia realmente democratica, nella misura in cui
sia data voce a tutti coloro che professionalmente abbiano qualcosa da dire. Ci
auguriamo che siano tante le iniziative e che, soprattutto, passato il Santo
non passi la festa.
venerdì 18 ottobre 2013
Una recensione...ringraziamo per le belle parole. Sono queste le cose che ci danno l'input e la spinta ad andare avanti e a continuare a fare quello che facciamo. Lieti di esserle piaciuti !!
Io e Miryam
ovvero
“Varius multiplex multiformis”
Tragi/brillante performance teatrale…? (a mio parere).
Recital…? (a detta dell’ autore).
Teatro espressionista…? (secondo un illustre addetto ai lavori, presente in sala).
Due suonatori e un’artista in uno spazio scenico essenziale; un facsimile di camerino sulla destra, una piccola tenda centrale. Luci e ombre… Dei candidi cuscini in prima fila e tante, ma non troppe, sedie a fare da corolla al palcoscenico. Questo lo scenario del “Teatro Osservatorio”, una chicca della Bari “transferrovia”, gli occhi puntati su “Io e Miryam”. Un IO al femminile dapprincipio egocentrico e un po’ capriccioso che comincia a cantare “Cabaret” alla maniera della Minnelli e ad un tratto stona, abbandonando la scena… Sconcerto dei musici che pretendono l’intervento del regista, pronto in prima fila (Pirandello docet?!). E “la macchina” riparte subito dopo, sul filo dei ricordi e della musica. Le note seguono le parole e viceversa. Si attacca con il flashback: il racconto della vita di una chansonier di night club in una Germania pre e poi nazista. Emerge un incontro, voluto dal Fato, quello con una ballerina-cantante ebrea: Miryam. E fu la luce…
“Io guardavo con i suoi occhi e lei sentiva col mio cuore”. Una passione artistica quella tra la puttana di regime (Helene) e Miryam (l’ebrea), ma non è tutto. E’un legame di cuori indissolubile, una svolta che cambia il destino di Miryam che lascia tutto per una nuova vita con Helene, un’artista a metà strada tra la Garland e Marlene… Sullo sfondo le atrocità naziste e la Shoah.
Varie le musiche da Cabaret ad “Under my skin”per poi proseguire, quando il clima si fa teso, con “note”europee e quindi autoctone (Brecht & C.).
Intrigante l’idea del “cambio” costumi a vista con una piccola tenda al centro del palco, illuminata in modo da ottenere l’effetto “ombre cinesi”. Seguivamo così, durante le pause musicali, le movenze di Cristina Siciliano, la “Brachetti” pugliese. Consentitemi il paragone, anche se un po’ ardito.
Suggestive le musiche e le atmosfere ri/create dalla penna di Giovanni Gentile, autore e regista della performance.
Richiami alla letteratura (Il bambino con il pigiama a righe etc.) e alla filmografia (La vita è bella) nel racconto della deportazione ad Auschwitz delle due ragazze, della vita d’artista di Helene, che continua a suonare per i gerarchi, ricevendo in cambio del cibo che lei conserva per condividerlo con le compagne di campo. Sullo sfondo “le docce”, la sparizione di Miryam, il suo cercarla ovunque. Diviene costei l’Araba fenice, l’Isola che non c’è, l’Atlantide misteriosa; viene evocata,nominata, fatta ri/vivere attraverso gli occhi dell’amata. Il suo è un amore totale, puro, cristallino, un amore che trascende gli eventi e diviene un vessillo, una rivendicazione, un simbolo della lotta a qualsiasi forma di omofobia e di discriminazione razziale.
E poi l’arrivo dei carri armati russi…
Giovanni Gentile ha voluto affrontare dei grandi temi: la Shoah e l’amore “diverso”. E’ riuscito a farlo in modo leggero, armonizzando musica e parole, ammaliando lo spettatore che nelle pause seguiva i movimenti tra luci e ombre della versatile protagonista, Cristina Siciliano, durante il cambio dei costumi.
Vivace e frizzante spettacolo pur nella sua tragicità: varius multiplex multiformis, per dirla alla maniera della Yourcenar !
E’ uno spettacolo-icona della “varieganza” della vita con le sue contraddizioni: amore, canzoni e… campi di sterminio! Si sorride amaramente e si piange sorridendo. Quanto Pirandello col suo “teatro nel teatro”, ma non solo…!
Performer: Cristina Siciliano - Helene
Musici: Vito Liturri (piano)-Rudy Steiger; Marco Boccia (contrabbasso) Heric Ess
Autore e regista: Giovanni Gentile- Johnny Begood
Giulia Notarangelo
![]() |
| Cristina Siciliano in "Io & Miryam" di Giovanni Gentile Compagnia Teatro Prisma |
Io e Miryam
ovvero
“Varius multiplex multiformis”
Tragi/brillante performance teatrale…? (a mio parere).
Recital…? (a detta dell’ autore).
Teatro espressionista…? (secondo un illustre addetto ai lavori, presente in sala).
Due suonatori e un’artista in uno spazio scenico essenziale; un facsimile di camerino sulla destra, una piccola tenda centrale. Luci e ombre… Dei candidi cuscini in prima fila e tante, ma non troppe, sedie a fare da corolla al palcoscenico. Questo lo scenario del “Teatro Osservatorio”, una chicca della Bari “transferrovia”, gli occhi puntati su “Io e Miryam”. Un IO al femminile dapprincipio egocentrico e un po’ capriccioso che comincia a cantare “Cabaret” alla maniera della Minnelli e ad un tratto stona, abbandonando la scena… Sconcerto dei musici che pretendono l’intervento del regista, pronto in prima fila (Pirandello docet?!). E “la macchina” riparte subito dopo, sul filo dei ricordi e della musica. Le note seguono le parole e viceversa. Si attacca con il flashback: il racconto della vita di una chansonier di night club in una Germania pre e poi nazista. Emerge un incontro, voluto dal Fato, quello con una ballerina-cantante ebrea: Miryam. E fu la luce…
“Io guardavo con i suoi occhi e lei sentiva col mio cuore”. Una passione artistica quella tra la puttana di regime (Helene) e Miryam (l’ebrea), ma non è tutto. E’un legame di cuori indissolubile, una svolta che cambia il destino di Miryam che lascia tutto per una nuova vita con Helene, un’artista a metà strada tra la Garland e Marlene… Sullo sfondo le atrocità naziste e la Shoah.
Varie le musiche da Cabaret ad “Under my skin”per poi proseguire, quando il clima si fa teso, con “note”europee e quindi autoctone (Brecht & C.).
Intrigante l’idea del “cambio” costumi a vista con una piccola tenda al centro del palco, illuminata in modo da ottenere l’effetto “ombre cinesi”. Seguivamo così, durante le pause musicali, le movenze di Cristina Siciliano, la “Brachetti” pugliese. Consentitemi il paragone, anche se un po’ ardito.
Suggestive le musiche e le atmosfere ri/create dalla penna di Giovanni Gentile, autore e regista della performance.
Richiami alla letteratura (Il bambino con il pigiama a righe etc.) e alla filmografia (La vita è bella) nel racconto della deportazione ad Auschwitz delle due ragazze, della vita d’artista di Helene, che continua a suonare per i gerarchi, ricevendo in cambio del cibo che lei conserva per condividerlo con le compagne di campo. Sullo sfondo “le docce”, la sparizione di Miryam, il suo cercarla ovunque. Diviene costei l’Araba fenice, l’Isola che non c’è, l’Atlantide misteriosa; viene evocata,nominata, fatta ri/vivere attraverso gli occhi dell’amata. Il suo è un amore totale, puro, cristallino, un amore che trascende gli eventi e diviene un vessillo, una rivendicazione, un simbolo della lotta a qualsiasi forma di omofobia e di discriminazione razziale.
E poi l’arrivo dei carri armati russi…
Giovanni Gentile ha voluto affrontare dei grandi temi: la Shoah e l’amore “diverso”. E’ riuscito a farlo in modo leggero, armonizzando musica e parole, ammaliando lo spettatore che nelle pause seguiva i movimenti tra luci e ombre della versatile protagonista, Cristina Siciliano, durante il cambio dei costumi.
Vivace e frizzante spettacolo pur nella sua tragicità: varius multiplex multiformis, per dirla alla maniera della Yourcenar !
E’ uno spettacolo-icona della “varieganza” della vita con le sue contraddizioni: amore, canzoni e… campi di sterminio! Si sorride amaramente e si piange sorridendo. Quanto Pirandello col suo “teatro nel teatro”, ma non solo…!
Performer: Cristina Siciliano - Helene
Musici: Vito Liturri (piano)-Rudy Steiger; Marco Boccia (contrabbasso) Heric Ess
Autore e regista: Giovanni Gentile- Johnny Begood
Giulia Notarangelo
mercoledì 2 ottobre 2013
LA COMPAGNIA TEATRO PRISMA TORNA IN SCENA. Primi palchi e novità per la stagione 2013/14.
LA COMPAGNIA TEATRO PRISMA TORNA IN SCENA.
Primi palchi e novità per la stagione 2013/14.
Ecco l’autunno, e con l’arrivo di questa splendida stagione riparte anche quella dei teatri e delle attività artistiche. La Compagnia Teatro Prisma, dopo una brevissima e comunque operosa pausa estiva, riprende l’attività da dove l’aveva interrotta.
Si ritorna in scena lì dove tutto è cominciato, ormai quasi un anno fa, ovvero presso il T.O., il Teatro Osservatorio, che a Bari si rivela come uno dei pochi spazi baresi di cultura teatrale, gestito e curato da giovani artisti che con i loro cartelloni e laboratori danno vita a mille esperienze nel cuore della città.
Dunque si riparte, dicevamo.
Il 13 ottobre, alle 20.30, con “IO E MIRYAM”, la vicenda di Helene e Miryam in quel teatro di guerra che uccise gli uomini e le idee ma non spezzò quelle anime assetate di amore, forti di quella gioventù incosciente ed innamorata della vita e dell’arte.
![]() |
| Cristina Siciliano, Vito Liturri e Marco Boccia in "Io & Miryam" |
N O D I, il 26 ed il 27 ottobre,
sempre al Teatro Osservatorio, riprende il suo cammino. Un intenso punto di vista sulla sessualità femminile ritrovata e sul proibito (ri)scoperto attraverso un nuovo mondo chiamato corpo.
![]() |
| Silvia Cuccovillo e Giovanni Gentile in una pausa delle prove di N O D I |
Poi ci sono le novità, nate questa estate.
La prima riguarda la nuova storia scritta e diretta da Giovanni Gentile dal titolo “La locanda dei desideri”, la cui descrizione, completa del cast, avrà un suo posto qui sul blog, della serie “non sveliamo proprio tutto”.
La seconda riguarda il nostro ingresso, con il nostro nome e il nostro marchio, nell’ambito del mondo discografico a supporto del “Vito Liturri trio”. Due dei pilastri della Compagnia, Vito Liturri e Marco Boccia, sono in studio per incidere i brani inediti scritti per i nostri primi lavori, “Io e Miryam” e “Nodi”, tutti a firma Vito Liturri, tranne uno scritto da Marco Boccia, e coadiuvati da una guest star d’eccezione, il batterista Lello Patruno.
Ultimo, ma solo per elencazione, quello che noi crediamo essere un nostro importante traguardo: la Compagnia Teatro Prisma è da oggi un soggetto giuridico. E’ finalmente nata la nostra associazione, e questo ci consente di operare nel campo della cultura come compagnia vera e propria. Questa nuova identità ci ha consentito di associarci alla FITA, entrando così in un circuito nazionale dove poterci misurare e confrontare con importanti realtà operanti sul territorio nazionale. Tutto questo in un momento assolutamente drastico per la cultura del nostro bel Paese ma che ci volete fare: è un lavoraccio, ma qualcuno lo deve pur fare.
venerdì 5 luglio 2013
All That Jazz - Io & Miryam
Questo un piccolo estratto dallo spettacolo "IO E MIRYAM", l'audio non è eccezionale poichè in presa diretta durante una rappresentazione al teatro Duse di Bari.
Cristina Siciliano recita e canta ed è accompagnata da Vito Liturri al piano e Marco Boccia al contrabbasso.
Parte III - La storia di Io & Miryam (o Io e Miriam...come volete)
...La seconda fase del lavoro fu immaginare quella storia, fatta di amore, di atrocità e di speranza salvifica, sottolineata da una colonna sonora che facesse da cornice al tutto. Non volevo appesantire, sarebbe stato facile, troppo facile. Volevo invece dare proprio il senso di come la vita e la musica sono più forti di qualunque cosa ti possa accadere. Fu così che andai a ripescare, in un ordine filologico e temporale sbagliato ma con un' attenzione massima al clima e alle atmosfere, più che alla correttezza dei brani, musiche e canzoni note ma ormai poco ascoltate. Ci fu prima I can't do it alone, poi Tumbalalaika, la versione del film "Prendimi l'anima" ( e l'anima me la prese altrochè), e poi vennero tutte le altre.
Intanto cercavo di capire come fare ad inserirle. Su supporto audio ? Freddo, impersonale. Poi chi avrebbe dovuto cantarle ? Angela Degennaro era una meravigliosa danzatrice e un'attrice di pancia di anima ma quelli erano brani veramente difficili e complicati. Poi per una persona sola, imparare testo, canzoni, coreografie, tenere da sola un'ora e dieci, per una non professionista poi della recitazione e del canto...era un'impresa folle.
Ma noi eravamo folli, in tutto. Lo fummo dall'inizio di questa avventura, per cui ci provammo. Decidemmo e andammo avanti. Potrei dire oggi "andammo avanti come un carroarmato", non sarebbe vero. Andammo avanti tra lacrime, crisi, incazzamenti solenni, voglia di abbandonare tutto. E faceva caldo, un luglio così caldo io non me lo ricordo....
Intanto cercavo di capire come fare ad inserirle. Su supporto audio ? Freddo, impersonale. Poi chi avrebbe dovuto cantarle ? Angela Degennaro era una meravigliosa danzatrice e un'attrice di pancia di anima ma quelli erano brani veramente difficili e complicati. Poi per una persona sola, imparare testo, canzoni, coreografie, tenere da sola un'ora e dieci, per una non professionista poi della recitazione e del canto...era un'impresa folle.
Ma noi eravamo folli, in tutto. Lo fummo dall'inizio di questa avventura, per cui ci provammo. Decidemmo e andammo avanti. Potrei dire oggi "andammo avanti come un carroarmato", non sarebbe vero. Andammo avanti tra lacrime, crisi, incazzamenti solenni, voglia di abbandonare tutto. E faceva caldo, un luglio così caldo io non me lo ricordo....
lunedì 1 luglio 2013
SecondArea, posto da proteggere
Abbiamo appena concluso la nostra esibizione di questa sera. Qualche problema di audio, ma si sa, quando la voce recitata e recitante interagisce con strumenti musicali e soprattutto all'aperto, è normale che ci siano. Scogli superati, così come la nostra Silvia Cuccovillo si è superata, dando vita a quella che secondo me è stata la più bella uscita di N O D I da quando è in scena, cioè 8 Giugno 2013.
Ma in questo post non voglio parlare della Compagnia Teatro Prisma o di quanto brava sia Silvia Cuccovillo, per quello ci sarà tempo. Voglio parlare di un posto dove si respira creatività e arte, quella con la A maiuscola: l'Associazione Culturale SecondArea, gestita direttamente da Mariella Di Battista e da Orlando (di cui ahimè mi sfugge il cognome, mi scuserà sicuramente conoscendolo) a Castellana Grotte, provincia di Bari.
SecondArea è' un posto magico, un giardino incantato, e varcata la soglia ti sembra di entrare in quei posti di cui ci raccontavano le nostre nonne, un posto fatto di fate e di elfi. Un posto in cui magicamente il vortice del ritmo cittadino lascia il posto a una lentezza e ad una strana abitudine, quella di non guardare l'orologio, tanto per il mondo fuori c'è sempre
tempo.
Ed è un luogo-non luogo in cui il mio concetto di Teatro e di Arte in genere si fa carne. Il concetto che non serve alla parola nient'altro che la parola e alla musica nient'altro che la musica. Il principio che io attore, io scrittore, entro bussando alla tua porta per dirti delle cose, e tu puoi ascoltarmi se dico cose che ti interessano, o semplicemente puoi bere un bicchiere di vino e parlare con il tuo vicino di tavolo se trovi noioso o inutile quello che ti ho portato.
Sono io che vengo da te, senza sovrastrutture, senza scenografie, senza luci. Parafrasando un passaggio di N O D I, solo io, te e le mie parole. Nude, così come sono. Il mio corpo di attore e la mia bocca da scrittore per le tue orecchie e per i tuoi occhi, a casa tua, solo per te e per chi vuole entrare a bere un bicchiere di vino buono ed entrare in un sogno. E, se le mie parole ti sono piaciute, mi inviterai di nuovo a sedermi alla tua tavola e io verrò, altrimenti si continua il viaggio, ognuno per la sua strada, contenti di esserci ritrovati per un'ora insieme, senza null'altro che i tuoi occhi e le tue orecchie, e il mio corpo e le mie parole.
(Giovanni Gentile)
Ma in questo post non voglio parlare della Compagnia Teatro Prisma o di quanto brava sia Silvia Cuccovillo, per quello ci sarà tempo. Voglio parlare di un posto dove si respira creatività e arte, quella con la A maiuscola: l'Associazione Culturale SecondArea, gestita direttamente da Mariella Di Battista e da Orlando (di cui ahimè mi sfugge il cognome, mi scuserà sicuramente conoscendolo) a Castellana Grotte, provincia di Bari.
SecondArea è' un posto magico, un giardino incantato, e varcata la soglia ti sembra di entrare in quei posti di cui ci raccontavano le nostre nonne, un posto fatto di fate e di elfi. Un posto in cui magicamente il vortice del ritmo cittadino lascia il posto a una lentezza e ad una strana abitudine, quella di non guardare l'orologio, tanto per il mondo fuori c'è sempre
tempo.
Ed è un luogo-non luogo in cui il mio concetto di Teatro e di Arte in genere si fa carne. Il concetto che non serve alla parola nient'altro che la parola e alla musica nient'altro che la musica. Il principio che io attore, io scrittore, entro bussando alla tua porta per dirti delle cose, e tu puoi ascoltarmi se dico cose che ti interessano, o semplicemente puoi bere un bicchiere di vino e parlare con il tuo vicino di tavolo se trovi noioso o inutile quello che ti ho portato.
Sono io che vengo da te, senza sovrastrutture, senza scenografie, senza luci. Parafrasando un passaggio di N O D I, solo io, te e le mie parole. Nude, così come sono. Il mio corpo di attore e la mia bocca da scrittore per le tue orecchie e per i tuoi occhi, a casa tua, solo per te e per chi vuole entrare a bere un bicchiere di vino buono ed entrare in un sogno. E, se le mie parole ti sono piaciute, mi inviterai di nuovo a sedermi alla tua tavola e io verrò, altrimenti si continua il viaggio, ognuno per la sua strada, contenti di esserci ritrovati per un'ora insieme, senza null'altro che i tuoi occhi e le tue orecchie, e il mio corpo e le mie parole.
(Giovanni Gentile)
Iscriviti a:
Post (Atom)






