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giovedì 6 febbraio 2014

COSA SAREBBE L'ITALIA SENZA LA SUA STORIA DELL'ARTE?




Anche oggi abbiamo ricevuto il buon risveglio. Leggendo i diversi giornali on/off-line, mi imbatto in un'ennesima ed imbarazzante sconfitta del mio bel Paese, ovvero, la Commisione Cultura, ritiene di non voler/poter reintegrare le materie artistiche nei licei italiani.

Trovo questa idea assurda e depravata da parte di uno stato che, solo ieri, ha chiesto per mezzo della Corte dei Conti, un risarcimento danni  pari 117 miliardi alle diverse agenzie di rating che, decretandone l’inaffidabilità economica non hanno tenuto conto del valore culturale insito nel nostro paese provocandone un pericoloso danno di immagine.

Mi viene da ridere quando leggo che mancano le coperture per sostenere l’insegnamento di queste discipline e poi mi chiedo quale Italia stanno pensando di darci o meglio, quale Italia credono di avere fra le mani.

E’ ormai evidente che i signori che passano il loro tempo nelle stanze del Parlamento hanno perso di vista non solo il senso dello stato e delle istituzioni, violentandole con il loro insopportabile pressapochismo e la loro debordante ignoranza ma ancor di più hanno smarrito il significato storico e profondo del Paese che così indegnamente rappresentano. Cosa può essere l’Italia senza i musei, senza i siti archeologici, senza quelle opere frutto della fatica di artisti che hanno reso celebre questa terra in tutto il mondo. Ma veramente vogliamo essere ricordati per la pizza, la mafia e Berlusconi? È impensabile che una economia non tenga conto delle attitudini e della storia di un popolo nel momento in cui scimmiotta strategie tese ad agevolare banche ed industrie che pensano ai loro interessi e che, di fatto, non producono alcun beneficio per nessuno se non imbottire di soldi imbecilli incravattati ed impernacchiati che magari pensano che Macchiavelli sia un divertente gioco di carte.

Trovo devastante il silenzio su Pompei, nessuna parola sulla città della scienza andata in fumo quasi un anno fa, questo solo a Napoli ma ogni luogo della nostra penisola custodisce un patrimonio che abbiamo il dovere morale di tutelare e salvaguardare perché è anche del mondo intero.
I teatri  chiudono ed una miriade di artisti e studiosi che ricoprono importantissimi ruoli nelle istituzioni europee ed internazionali  qui, da noi, non sono niente.
Ricordiamoci di italiani ai vertici del Louvre come Daniela Miccolis (Direzione generale lavori), Federica Mancini (dipartimento arti grafiche), Monica Preti (responsabile programmazione storia dell’arte)… e poi Salvatore Settis, già direttore del Getty Research Institute di Los Angeles, della Scuola Normale di Pisa ed oggi presidente del comitato scientifico del Louvre stesso che, solo per ricordarlo a me stesso è il museo più visitato al mondo con 8,8 milioni di visite l’anno (Corriere della sera, 27/02/2012). Noi in Italia non sappiamo fare meglio?

Togliendo l’arte dalle scuole si creano uomini aridi, privi di quella memoria che ha reso l’Italia simbolo di bellezza ed estetica. Una continua e costante contraddizione per una terra che ha creato il design e lo ha espresso in ogni forma, dalle macchine alle caffettiere.
È sbagliato cancellare dalla formazione di un individuo l’arte come espressione del bello, come logica creativa da introdurre nel proprio modello di vita. Rimarremo sempre una terra che ha dato al mondo la pizza, ma anche Santi e viaggiatori, artisti e  musicisti, e ancora scrittori che hanno contribuito alla crescita intellettuale non solo di questa “povera patria”  ma al mondo tutto, come Pompei, ed inorridisco al pensiero che, un manipolo di balordi, oggi alla guida di questa nazione, stia scardinando pezzo pezzo la nostra ricchezza più profonda, ovvero, la cultura ed il senso del bello a favore di un insopportabile qualunquismo ed un dilagante modello culturale che vuole il cittadino un faccendiere incattivito e disonesto.

domenica 2 febbraio 2014

DEBUTTO BARESE DI ANTONELLA CARONE Con la compagnia Teatro Prisma a Bari, venerdì 7 febbraio presso il Teatro Casa di Pulcinella.



Rieccoci pronti per un nuovo inizio. Una nuova stagione di Io e Miryam.
Dopo il teatro di Gassino torinese ed il museo Pino Pascale di Polignano, torniamo lì dove la nostra giovane compagnia ha mosso i suoi primi passi. Il 7 febbraio andremo in scena nello spazio del teatro Casa di Pulcinella gestito dalla sapiente compagine che affianca il maestro Commentale, autentico animatore della scena culturale barese.



Siamo lieti di introdurre al pubblico barese, che tanto ci ha dato in termini di affetto, simpatia e presenza, la nostra nuova interprete: Antonella Carone.




Estenuanti prove, in cui, il personaggio di Helene (fino a poco tempo fa interpretato della giovane talentuosa Cristina Siciliano) presenta una nuova immagine di sé.




Lungi da ogni insignificante paragone, torniamo a Bari fieri di un lavoro che ha visto l’evolversi di un diverso spessore umano del personaggio venuto fuori dalla penna del nostro autore e regista Giovanni Gerntile e portato in scena da Antonella che ha saputo fare suo un ruolo non facile, complesso nella sua struttura dove ogni talento viene messo a dura prova.





Se a questo aggiungiamo i nuovissimi costumi preparati dalla nostra amica e collaboratrice Rosa Lorusso, le foto di Lino Piglionico e la supervisione di un altro nostro fortunatissimo incontro, ovvero quello avuto con la coreografa romana Paola Scoppellutto che ha dato preziosi suggerimenti in merito a nuove coreografie e movimenti di scena eccoci pronti ad offrirvi qualcosa di nuovo.

Il lavoro si è svolto sempre in aperto dialogo tra il regista, i musicisti, l’interprete la costumista e la coreografa che, in modo corale, ha dato vita alla nuova forma del nostro  “Io e Miryam” la formula che oggi presentiamo è quella di un nuovo spettacolo dove l’attorialità viene affiancata, come sempre da parte nostra, dalla musica e dalla danza. Tutto ciò non è stato semplice. Non sono mancati scontri accesi, dialoghi vertiginosi tra le diverse anime ed esperienze che formano la nostra compagine artistica ma tutto ciò ha portato ad un arricchimento e ad una maggiore comprensione del nostro lavoro. Ci siamo messi in discussione e poi ne siamo usciti vivi.






Dopo oltre quaranta repliche, in giro per l’Italia e nella nostra regione, crediamo che chi vorrà condividere nuovamente questa nostra esperienza potrà trovare nuovi elementi di interesse nel passare un’ora e quindici minuti in nostra compagnia.

Siamo pronti e lieti di recitare, danzare e suonare per voi e, perché no, offrirvi a fine serata un calice di vino rosso della nostra terra come segno di affetto e riconoscenza per la stima che da molte parti ci viene attestata.



Quindi vi aspettiamo venerdì 7 febbraio 2014 presso il Teatro Casa di Pulcinella alle 20:30 e dopo lo spettacolo un brindisi con tutti i presenti.

venerdì 31 gennaio 2014

La nostra avventura a Gassino Torinese



E’ proprio vero che, il nostro, è un lavoro difficile. Ci si abitua a combattere e ad affrontare situazioni e problematiche quasi mai attinenti con ciò che hai prodotto e, men che meno, con il talento che, per quanto opinabile, ci si sforza sempre di esprimere.

Ci si abitua a combattere contro la burocrazia che non da nulla ma vuole mille permessi. Ci si abitua a gente che preferisce spendere 30 euro in un ristorante ma di spenderne 10, a teatro, neanche a parlarne.I soldi, quelli poi non bastano mai e nessuno te li regala.

Tuttavia ci piace riportare la bella esperienza che la nostra Compagnia ha vissuto a Gassino torinese, ospiti del Teatro Vecchio Mercato http://www.magdeleineg.org/silvia/?page_id=311 ed animato da Tommaso Massimo Rotella (nella foto) e Silvia Gatti




veri e propri soldati che si sono trasformati da importanti artisti quali sono a vero e proprio presidio di cultura alle porte di un grande centro come torinese. Convivere con queste due anime ci è sembrato eroico così, Tommaso e Silvia, si dividono fra palchi, didattica e tutto ciò che è necessario fare  per portare avanti, nonostante tutto, la struttura che con tangibile amore, gestiscono e riempiono ogni giorno di contenuti.

Io e Miryam ha debuttato in Piemonte lo scorso 25 gennaio. Siamo stati accolti con un entusiasmo tale che ci ha commossi.
Siamo stati ospitati, supportati e sopportati sia a livello tecnico che, soprattutto, umano.

Marco Boccia (contrabbasso), Vito Liturri (piano), Antonella Carone (attrice)


Alla fine tutto è andato come doveva. Lo spettacolo è stato, fortunatamente, seguito con attenzione dal pubblico presente e noi abbiamo sentito quella magia che solo in teatro si vive e si respira: l’attenzione di chi ascolta le tue parole e la tua musica.





Per noi è stato un vero piacere conoscere questo luogo e queste persone che insegnano a ragazzi di ogni età l’arte del teatro e della danza.
 Sono queste le esperienze che ti danno quella forza di continuare e che, nonostante le difficoltà, ti stimolano ad andare avanti al di là di ogni ostacolo.

Così faremo noi, arricchiti da questa nostra nuova esperienza e, nell’abbracciare tutti coloro che, in quel di Gassino ci hanno accolto con simpatia e gioia. Noi della giovane Compagnia Teatro Prisma ci prepariamo a vivere nuove avventure con gratitudine verso chi ci accoglie e ci consente di continuare a fare questo difficile mestiere.

Non mancate il 7 febbraio al teatro Casa di Pulcinella a Bari.

martedì 29 ottobre 2013

ALCUNI COMMENTI SU "N O D I"

Il 26 ed il 27 ottobre, La Compagnia Teatro Prisma è andata in scena con lo spettacolo N O D I presso lo spazio Teatro Osservatorio di Bari.

Inutile dire di emozioni, di ansie, incertezze e tutto il vortice emotivo che nasce dalla consapevolezza che si sta facendo qualcosa che prima non esisteva. Tutto è nato dalle nostre penne, dai nostri strumenti e dai nostri muscoli. La penna è quella di Giovanni Gentile che ha scritto il testo e curato la regia, gli strumenti sono quelli di Vito Liturri e Marco Boccia che hanno confezionato le musiche, i muscoli sono quelli della nostra danzatrice Daniela Addante che ha preparato anche le coreografie che ha eseguito con poesia e leggerezza in uno spazio non proprio consono alla danza. Poi c'è l'indubbia professionalità della nostra attrice Silvia Cuccovillo che ha dimostrato ancora una volta quanto sia importante la preparazione, il talento e la passione per questo che è molto più di un mestiere.

Siamo contenti di N O D I che ha finalmente raggiunto una forma concreta nella sua multidisciplinarietà anche se il cantiere non accenna a chiudersi, la ricerca è costante come il lavoro di ognuno nel proprio ruolo.

Dopo questa due giorni di spettacolo ci ha fatto piacere ricevere dei riscontri da parte di amici ed avventori, alcuni dei quali hanno tenuto a scrivere  (sul nostro profilo FB) poche righe di commento che noi riportiamo con orgoglio e gratitudine ringraziandoli per la loro presenza e per il loro coinvolgimento.

Ovviamente ci auguriamo che continuino a segure le nostre "vicende" con simpatia, noi cercheremo di non deluderli.









Lidia Cuccovillo scrive di N O D I : N O D I è la drammatizzazione cruda, sarcastica,penosa, arrabbiata di un danno e del paradosso della sua oscura necessità. La Compagnia Teatro Prisma è un ciuffo d'erba nel cemento. il vostro è un impegno energico, generoso, colto, studiato, nel proporre arte.

Domenico Poteca: forte, sospeso, violento, come se mi aveste sputato addosso

Francesca Citarella: Un perfetto connubio tra recitato, musica e danza che trasporta lo spettatore in un'atmosfera coinvolgente e carica di pathos.

Francesco Tatone: Travolgente nel suo esprimere un sentimento crudo profondo e terribilmente autentico.marco,vito la musica....vera.....Silvia interprete cruda e passionale....giovanni....il genio!!!!....che dire di più...!!!!

Mariella Lippo: Bravi tutti! Sensazione e?? È andato giù tutto d'un fiato e lì ci è rimasto !! Eppure era la terza volta che lo vedevo ma questa ha colpito!!

Roberta Flore ci scrive in privato : opera vera tanto quanto è vero il proprio cuore quando lo si apre in segreto a se stessi, sorprendente ed ipnotica. bravi bravi tutti. bella realtà x bari.